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Istanbul e il turismo nei paesi islamici

Istanbul è stata colpita dal terrorismo internazionale che cerca di bloccare le fonti del turismo nei paesi islamici. Speriamo che il turismo non si fermi, perché Istanbul è una meta straordinaria, una città  antichissima, culla di più civiltà, di più culture, di più nazioni. Nata come Bisanzio, fu città greca messa a guardia del Bosforo, lo strategico stretto che mette in relazione il Mar di Marmara, e quindi il Mediterraneo, con il Mar Nero, stretto che è anche confine tra due continenti, Asia e Europa, e che inevitabilmente è stato luogo conteso e che è diventato capitale di stai e di imperi. Costantino, l’imperatore romano che ha reso il cristianesimo religione di stato nel IV secolo, la volle capitale dell’Impero d’Oriente, e la ribattezzò con il suo nome, così da farla diventare Costantinopoli, capitale per mille anni dell’Impero, fin quando gli Ottomani, la popolazione turco fona che aveva occupato l’intera Anatolia, la occupò e la fece diventare la capitale di un nuovo impero, appunto l’impero Ottomano, portandola sotto l’ala dell’Islam. Nel massimo punto di espansione, l’impero turco andava dal Marocco alla Serbia, occupando terre in tre continenti, e la sua capitale inevitabilmente divenne sede di tutte le etnie, di tutte le religioni, di tutte le merci. La moderna Istanbul è erede di tutte queste storie e del loro sovrapporsi. Tuttora è sede del Patriarcato Greco-Ortodosso, e i resti delle splendide chiese bizantine – molte delle quali trasformate in moschee, l’adornano, a partire da Santa Sofia, edificata nel V secolo e enorme monumento al cristianesimo, di fronte alla quel si erge la Moschea Azzurra, splendido esempio di architettura islamica. Il Museo Archeologico parla di tutte le storie della capitale, e si trova a pochi passi da Topkapi, la reggia che i sultani turchi vollero costruire sul promontorio che separa il Mar di Marmara dal Corno d’Oro, il braccio di mare che divide in due la città. Ma dovremmo dire che ne crea una delle divisioni, ambedue in territorio europeo, perché un’altra divisione la crea il Bosforo, e qui tra due continenti, creando quello che è un unicum: una città divisa su due continenti.

Come non godere delle bellezze di questa città? Come non desiderare di visiatre l’immenso Bazar, il mercato pieno di ogni mercanzia? O navigare son una crociera tra due continenti, godendo della bellezza della città affacciata su tre mari?