citizen kane

Orson Welles, il più grande genio del cinema

Orson Welles è nato 100 anni fa ed è morto 30 anni fa. Doppio anniversario che ci induce a riflettere su quello che probabilmente è il più grande genio del cinema di tutti i tempi. È sempre problematico fare dei raffronti e delle classifiche, magari Welles non è il più grande regista di tutti i tempi (ma nessuno potrebbe giudicare bizzarra un’affermazione del genere), non è il più grande attore (e anche qui è lecita l’opinione), non è il più incompreso o il più sottovalutato dalla produzione (eppure!). Ma che Orson Welles sia stato un genio, il più grande di tutti, credo che sia affermazione che si può condividere.

Genio precoce e quasi enfant prodige, capace di diventare giovanissimo attore di prosa affermato e indiscusso sui palcoscenici prima americani e poi britannici, curioso di tutto, autore, sempre in gioventù, di uno dei film che ha cambiato la storia del cinema – il mitico Citizen Kane – dimostrando perizia tecnica e capacità sperimentale inimmaginabili in un esordiente, questo identifica il genio. E poi c’è da sottolineare la sua capacità di reinventarsi continuamente, cercando sempre strade nuove, capace di confrontarsi con Shakespeare (ben tre volte, in altrettanti capolavori), e con il cinema di genere (si pensi ai due straordinari thriller che ha girato, La Signora di Shanghai e poi L’infernale Quinlan); capace di fare un secondo film che smentisce le invenzioni del primo (in L’Orgoglio degli Amberson niente più grandi movimenti di macchina, niente inquadrature eccentriche, niente grandangolo, niente più, cioè le caratteristiche che avevano affascinato in Citizen Kane).

Capace infine di non arrendersi mai, fedele a se stesso nel cambiamento e nell’innovazione, in lotta perenne con le grandi major, pronto a sfornare un progetto dopo l’altro, spesso incompiuti, o mai realizzati, per cui il suo curriculum è pieno di opere incomplete, di opere abbozzate, di progetti mancati. A Venezia, al festival, sarà possibile vedere Il Mercante di Venezia, film che era stato dato per disperso, e in cui Welles torna nella città che aveva già mostrato, brevissimamente, nell’Otello e sarà sicuramente uno spettacolo, un divertimento dell’intelligenza e della cultura, ma anche fonte di sgomento per quello che il più grande genio del cinema avrebbe potuto fare e non gli è stato concesso.